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Un ponte di solidarietà tra l’Emilia-Romagna e il Camerun: i giovani modenesi incontrano la realtà di San Kisito

Il legame tra i cittadini dell’Emilia-Romagna e il Camerun diventa ogni giorno più forte e concreto. Nelle scorse settimane, un vero e proprio “ponte” di solidarietà è stato costruito tra i giovani studenti di Vignola (Modena) e i bambini del progetto “San Kisito – Il Futuro del Camerun”, promosso dall’associazione AIS Seguimi ETS, con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna.

I volontari modenesi dell’Associazione “Seguimi”, Mara Muratori, Michele Ferrara e Carla Bazzani, hanno animato due intensi incontri di sensibilizzazione rivolti agli studenti del Liceo “Agostino Paradisi” e dell’Istituto “Primo Levi” di Vignola, dimostrando come l’incontro tra questi due mondi possa generare un arricchimento reciproco senza precedenti.

Primo incontro – 11 maggio: Il seme della cittadinanza globale al Liceo Paradisi.

Sono state incontrate singolarmente le classi 4C, 2B, 3B e 1C nelle ore di Religione della prof.ssa Antonella Rossi, che ringraziamo sentitamente. Il percorso è iniziato in modo tanto spontaneo quanto profondo, con una battuta arguta emersa tra i ragazzi: «Questo ponte si farà prima di quello di Messina e con meno spesa!». Da questo spunto ha preso il via una sentita riflessione sulla cittadinanza globale, sulle disuguaglianze e sull’inestimabile valore del volontariato internazionale. Gli studenti hanno ascoltato con grande emozione la testimonianza diretta di Michele, rientrato da 15 giorni di volontariato sul campo in Camerun la scorsa estate. L’esperienza si è poi conclusa in modo creativo: i ragazzi hanno ricomposto un puzzle con i volti delle storie ascoltate, portando con sé due messaggi fondamentali: una forte voglia di collaborare e una profonda gratitudine.

Secondo incontro – 28 maggio: Oltre le barriere all’Istituto Levi

Un grazie speciale al prof. Carlo Cioni per aver organizzato l’incontro, alle prof.sse Chiara Rubiani e Rossella Sola per la viva partecipazione, e alla Presidenza con il Dirigente Scolastico per il supporto dato all’iniziativa. Nel secondo incontro, il focus si è allargato all’esplorazione del concetto di “viaggio”: da quello fisico vissuto tra amici, alla crescita interiore personale, fino all’esperienza trasformativa del volontariato internazionale in Camerun. Abbattendo pregiudizi e barriere culturali, l’evento ha messo a confronto le nostre due realtà, valorizzando l’impatto di questa stretta relazione:
  • Da un lato, il cittadino emiliano ha l’opportunità di uscire dalla propria comfort zone e dalla bolla dei privilegi in cui spesso siamo immersi. Entrando a contatto con i retroscena di una realtà più complessa, si impara il coraggio, l’adattabilità e la gioia autentica di fare la differenza contro le ingiustizie del mondo.
  • Dall’altro lato, il bambino camerunense inserito nel progetto a San Kisito trova la forza e i mezzi per superare l’analfabetismo, l’isolamento sociale e la rabbia repressa. Ricevendo gli strumenti adeguati per studiare, impara a gestire le proprie emozioni e diventa il vero protagonista del proprio cambiamento e della conquista dei propri diritti.
Alla domanda “Ne vale la pena?”, la risposta scaturita dagli incontri è un convinto e assoluto . Le storie raccontate da Michele e l’entusiasmo travolgente dei nostri studenti emiliani ci confermano che la relazione tra l’Emilia-Romagna e il Camerun è viva, fruttuosa e capace di trasformare le vite di chiunque decida di mettersi in gioco. Continuate a seguirci per scoprire i prossimi passi di questo bellissimo viaggio insieme!