Per chi volesse ripercorrere i momenti principali della visita di Papa Leone XIV a Pompei e Napoli dell’8 maggio 2026, suggerisco il ricco palinsesto che Rai News ha dedicato all’evento con una diretta speciale con immagini, testimonianze e approfondimenti disponibili su Rai News.
L’attesa per il Pontefice è stata particolarmente intensa a Piazza del Plebiscito, dove migliaia di persone si sono radunate fin dalle prime ore del pomeriggio per accoglierlo.
L’attesa a Piazza del Plebiscito
A circa cinque ore dall’orario di arrivo previsto, alcune centinaia di persone avevano già preso posto in Piazza del Plebiscito a Napoli per attendere Papa Leone XIV. Sulla scalinata della Basilica di San Francesco di Paola erano seduti alcuni bambini che avevano srotolato uno striscione con i colori della bandiera della pace e la scritta: “Pace e bene per il mondo – Grazie Papa Leone”.
I primi gruppi di fedeli arrivati in piazza indossavano cappellini bianchi e gialli, distribuiti ai varchi di ingresso insieme a bandierine dello stesso colore. Alcuni avevano aperto gli ombrelli per ripararsi dal sole. In attesa dell’arrivo del Pontefice, previsto per le 17, i presenti seguivano sui tre maxischermi la messa presieduta da Leone all’esterno del Santuario di Pompei. I volontari della diocesi di Napoli, della Protezione Civile e della Croce Rossa distribuivano bottiglie d’acqua e aiutavano i fedeli a individuare il posto assegnato. Nella parte centrale del colonnato era stato allestito un palchetto bianco, sul quale era stata posizionata la sedia per il Papa.
Tra coloro che avevano prenotato il posto a sedere e quelli rimasti in piedi sul fondo della piazza, si stimava la presenza di circa 30 mila persone.
“Non potevo restare a casa”
Stimolata da questa atmosfera, ho posto alcune domande a Rita Castigliola, una mia amica presente in piazza insieme al gruppo della parrocchia Maria SS. della Libera di Portici.
Che cosa ti ha spinto ad andare?
“Andare è stata una sfida, prima di tutto con me stessa.
Sentivo di non poter restare a casa. Sentivo la necessità di dare al Papa una possibilità di farsi conoscere, di rendersi visibile ai miei occhi.
Abbiamo avuto un passato importante di Papi più visibili mediaticamente, e la figura di questo nuovo Papa poco ‘rumoroso’, quasi dall’aspetto impassibile, ci ha spiazzato.
E quindi il gesto di venire a Pompei e a Napoli andava accolto. È stato il suo modo di farsi prossimo. E non puoi restare ferma verso chi si incammina per venirti incontro, per venirti a cercare.
Quindi essere stata lì… sicuramente ne è valsa la pena!”
Un popolo che continua a credere
Secondo te, che cosa ha dato il Papa a Napoli e che cosa ha ricevuto da questa visita?
“Papa Leone ha dato testimonianza di comprendere e di apprezzare la capacità di un popolo che cade, cade più volte ma non si arrende. Di un popolo che crede fermamente, come lo credo io, che nessuno si salva da solo.”
“Ho ricevuto fiducia”
E tu, che cosa hai dato e che cosa hai ricevuto da questa esperienza?
“Ho avuto la prova che le prime impressioni non sempre sono quelle giuste e che non si può vivere nel ricordo del passato, ma del passato fare memoria e andare avanti per costruire cose nuove.
Ho visto un uomo di Dio che timidamente si presentava a questa gente, a questa città così colorata, calorosa ma anche rumorosa e frastornante.
Sono andata con il gruppo della mia parrocchia, Maria SS. della Libera a Portici, e anche noi abbiamo fatto sentire tutta la nostra gioia e il nostro entusiasmo, vivendo questo incontro all’insegna della fiducia reciproca e della comunione.
Da oggi in poi ce la metteremo tutta per camminare insieme, unite nello spirito di condivisione.”
Una giornata intensa, vissuta tra fede, attesa e partecipazione, che per molti resterà nel cuore come un segno di vicinanza e speranza.
Gigliola Scintu

