AIS Seguimi e neuropsicomotricità: quando il gioco aiuta a crescere

Quando il gioco aiuta a crescere: il lavoro della terapista della neuro e psicomotricità

Intervista di Gigliola Scintu alla Dottoressa Rita Taurino

Tu collabori con l’AIS Seguimi, oltre ad operare in altri centri. In cosa consiste il tuo lavoro? 

Il mio lavoro come Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva consiste nell’accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita quando incontrano alcune difficoltà nello sviluppo. Attraverso il gioco, il movimento e attività pensate su misura, li aiuto a migliorare la coordinazione, l’attenzione, la capacità di relazionarsi con gli altri e di esprimere le proprie emozioni.

Il gioco, in questo percorso, è uno strumento fondamentale: permette ai bambini di imparare e sviluppare nuove competenze in modo naturale, sereno e rispettoso dei loro tempi.

Chi sono i tuoi pazienti?

Seguo bambini e ragazzi in età evolutiva, generalmente dalla prima infanzia fino ai 10 anni. Si tratta di bambini che possono presentare difficoltà nello sviluppo motorio, nella coordinazione, nell’attenzione o nella relazione con gli altri.

Quali sono le problematiche più diffuse?

Le difficoltà che incontro più spesso riguardano l’attenzione, la coordinazione dei movimenti e la gestione delle emozioni. Alcuni bambini fanno fatica a concentrarsi, altri a organizzare i movimenti o a relazionarsi con i coetanei.

In molti casi si tratta di disturbi del neurosviluppo, come autismo, ADHD o disprassia. L’obiettivo del nostro lavoro è sostenere ogni bambino nel suo percorso di crescita, aiutandolo a sviluppare le proprie capacità e a sentirsi più sicuro nelle attività quotidiane.

Cosa vorresti dire ai genitori?

Ai genitori direi di osservare con attenzione lo sviluppo dei propri bambini e di non avere timore di chiedere un parere a uno specialista se notano qualche difficoltà. Un intervento precoce è molto importante: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di aiutare il bambino a sviluppare al meglio le sue risorse.

Già a partire dai due anni è possibile iniziare un percorso di supporto che può fare una grande differenza nel cammino di crescita del bambino. Intervenire presto significa offrirgli più strumenti per affrontare con serenità le tappe dello sviluppo.

E cosa diresti agli insegnanti?

Agli insegnanti consiglierei soprattutto di osservare con attenzione i bambini e di collaborare con le famiglie e con gli specialisti quando emergono delle difficoltà. La scuola è uno dei contesti più importanti nella vita dei bambini e può avere un ruolo fondamentale nel riconoscere precocemente alcune fragilità.

Un dialogo aperto tra insegnanti, genitori e professionisti permette di costruire un percorso condiviso, in cui il bambino possa sentirsi sostenuto, compreso e accolto nel proprio ambiente di crescita.

Rita Taurino